Diritti Umani & PaceSCORP

21 Marzo 2021 – Giornata nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie


Nella XXVI Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie vogliamo ricordare i Medici vittime della corruzione e della criminalità organizzata, e tutte le innocenti vittime il cui impegno rappresenta un modello di integrità morale e attivismo in difesa dei Diritti Umani e della collettività tutta. 

La prima Giornata della memoria e dell’impegno delle vittime innocenti delle mafie è stata celebrata a Roma il 21 Marzo 1996 e dal 2017 la Giornata è riconosciuta ufficialmente dallo Stato italiano. 

L’iniziativa origina da don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione Libera, testimone del grido di dolore di una madre che perse il proprio figlio, l’agente di polizia Antonio Montinaro, nella strage di Capaci ma di cui, in occasione del primo anniversario dalla strage, non sentì pronunciare il nome, perchè la sua memoria, insieme a quella dei colleghi Rocco Dicillo e Vito Schifani, veniva unificata nell’espressione “i ragazzi della scorta”. 

Per rispondere a questo grido di identità negata, da 26 anni si rinnova lo stesso appuntamento, in una città diversa: quello di leggere il lungo elenco delle 1031 vittime innocenti delle mafie affinché ciascuno dei loro nomi venga ricordato, affinché la loro dignità venga riconosciuta ed onorata ed affinché possano vivere nel ricordo e nell’impegno di chi sceglie ogni giorno di stare dalla parte della giustizia sociale e della legalità.

«Sono pagine che non chiedono solo di essere lette (…) ma di essere vissute.  Portatele dunque con voi, apritele a caso e lasciate che quelle vite vi scavino dentro, vi diano forza e motivazione, vi riconducano all’impegno più determinati e consapevoli».

Don Luigi Ciotti

In occasione di questa Giornata, abbiamo deciso di raccogliere le storie di alcuni Medici, vittime innocenti della criminalità organizzata, che in diversi contesti si sono battuti per la salute della persone e per la verità, senza chinare il capo di fronte alle ingiustizie, difendendo in questo modo i diritti umani, pagandoli con la loro stessa vita. Che il ricordo di questi uomini valorosi possa essere d’esempio per noi studenti in medicina, futuri professionisti della Salute.

Fonti ed approfondimenti: