L’Ospedale dei pupazzi


L’Ospedale dei Pupazzi è un progetto dai molteplici scopi la cui tematica centrale è la relazione medico-paziente, nel contesto della professione pediatrica ma anche nella professione medica in generale.La dimensione medica, osservata a volte con interesse e curiosità, a volte con timore o diffidenza, è comunque spesso poco conosciuta nelle sue dinamiche specifiche e pertanto è fonte di dubbi, insicurezze e credenze errate.
Così, come avviene per tutte le cose che si conoscono poco, è facilmente oggetto di disagio, paura o ansia.
Inoltre, soprattutto per i bambini, entrano in gioco ulteriori elementi che concorrono alla nascita di sentimenti ostili nei confronti di medici e ospedali, quali un ambiente poco accogliente, un’immagine inquietante del personale medico e paramendico a causa del modo di vestire, la mancanza di strumenti e tecniche che siano specifici per i bambini ed attirino la loro attenzione. Tutto questo, oltre al disagio del bambino, determina lo sviluppo di un rapporto di tensione con il medico che può addirittura influire sulla qualità del trattamento.
Pertanto, avvalendoci del fatto che il momento del gioco costituisce l’attività essenziale dello sviluppo fisico, emotivo e sociale del bambino, abbiamo pensato di sfruttarlo per aiutare i bambini, che possono doversi sottoporre a una visita medica o un ricovero ospedaliero, a capire che cosa gli possa succedere e perché, minimizzando così la paura, la tensione, l’ansia e la frustrazione di questi momenti. Il contatto con il medico si trasforma così da un’ esperienza che il bambino dovrebbe subire ad un momento di interazione ed attività.
I bambini partecipanti porteranno il loro pupazzo per poterlo “curare” e permettere così ai pupazzologi, previamente formati, di interagire con loro. Uno dei ruoli dei pupazzologi, infatti, sarà aiutare il bambino, tramite il gioco e l’uso del pupazzo come specchio personale, a sconfiggere le paure legate all’ambiente medico.
L’esperienza ludica, come sarà insegnato ai pupazzologi durante la formazione, è uno spazio in cui il bambino si sente completamente libero ed è per altro l’unico spazio in cui egli può autonomamente amministrare il gioco e l’andamento degli eventi. Proprio per questa caratteristica, unita al fatto che i bimbi sono in possesso di un gioco di loro proprietà di cui decidono la malattia, essi sono spinti a liberarsi delle loro paure e a “far andare avanti” nell’iter diagnostico il loro pupazzo; non essendo loro i diretti soggetti della cura, possono osservare più serenamente che cosa succede e recepire meglio le spiegazioni sul come ed il perché della somministrazione delle cure. In questo modo il bambino si immedesima nel proprio pupazzo e contemporaneamente si estrania, diventando parte attiva, insieme con il pupazzologo, di quelle che sono le cure primarie necessarie per la salute del proprio pupazzo.